giovedì 14 maggio 2009

MISTERI: Voyager del 13 maggio 2009

Esattamente il mese dopo ecco un'altra avvincente puntata di Voyager, quella di ieri sera è stata molto bella e tutti argomenti interessantissimi. L'anteprima inizia ancora prima delle 21 e si parla della Setta siciliana dei Beati Paoli, "una leggendaria setta segreta di vendicatori-giustizieri, sorta a Palermo dal XII secolo, con l'obiettivo di raddrizzare i torti subiti dalla povera gente. La società nacque a detta del marchese di Villabianca, dallo strapotere e dai soprusi dei nobili che amministravano direttamente anche la giustizia criminale nei loro feudi". In studio l'autore del libro Paolo Cataldi. La puntata inizia con Leonardo da Vinci, il famoso genio: pittore, scultore, architetto, ingegnere, anatomista, letterato, artista, scienziato, musicista, inventore, ecc. L'uomo d'ingegno e talento universale del Rinascimento italiano. Il servizio mostra alcune opere di Leonardo da Vinci e i manoscritti, in particolare i geniali disegni che ci ha tramandato su macchine che possano permettere all'uomo di volare; come ha scoperto e suppone lo studioso Edoardo Zanon che nel 2006 si è accorto dai misteriosi disegni del genio nei manoscritti "Codice del volo" e della possibile invenzione della macchina volante, una sorta di aliante. Giacobbo è a Firenze sul Ponte Vecchio e l'avventura inizia proprio da li. Ci sarà un'inchiesta su un famoso dipinto sparito, quello sulla dipinto ritraente la "Battaglia di Anghiari", realizzato nel "Salone dei Cinquecento" di Palazzo Vecchio a Firenze e ritrae monenti della Battaglia di Anghiari combattuta il 29 giugno 1440 tra le truppe milanesi ed una coalizione guidata dalla Repubblica di Firenze. Si pensa che il quadro l'abbia nascosto il Vasari, infatti fu lui a trasformarla su richiesta di Cosimo I de' Medici ma egli aveva una grande ammirazione per Leonardo e non avrebbe probabilmente mai osato distruggere una sua opera; quindi si presume che abbia tentato di salvare il dipinto. Voyager ci mostra dei tentativi di ipotesi di riesumazione dell'affresco, con la speranza che sia stato ricoperto o nascosto dal maestro. Il servizio termina con l'inquientante frase posta su una bandiera all'interno del dipinto (non sono tele, infatti esse sono pelli attaccate su un supporto in legno; un grande ringraziamento a Voyager administrator per la precisazione) del Vasari, "cerca trova", che presuppone essere un indizio chiaro del Vasari sulla tela che sia nascosta e non distrutta.
Il secondo servizio è su una fatidica data: 21 dicembre 2012! Cosa accadrà tra due anni? E perchè è cosi importante? I Maya e altre civiltà profetizzavano questa giornata come "storica". Il calendario del popolo stanziato nel sud Messico terminava il suo scorrere dei giorni proprio qui. Finora le profezie Maya, a detta dell'intervistato si sono avverate; il riferimento è ai cataclismi accaduti dal 2001 ad oggi. La stranezza è che anche altre civiltà distanti dall'America affermano la stessa profezia e nominano tale data. Si presume avvenga l'apocalisse tramite la caduta di un asteroide o la Cometa Hale-Bopp. Altra ipotesi invece dice che ci sia il passaggio ad una nuova era di armonia e di pace, che sconvolgerà positivamente il nostro modo di vivere. La parte finale del mistero, chiama in causa i famosi Teschi di cristallo (puntata Voyager 25 febbraio 2009) con la profezia (come nel film di Indiana Jones) che se fossero tutti e 13 riuniti in un unico luogo predirebbero il destino dell'umanità. Altra ipotesi su tale data potrebbe essere improvvisi mutamenti del campo magnetico terrestre ma lo scienziato intervistato da Voyager esclude l'ipotesi e parla della precisione con cui i Maya hanno previsto equinozi futuri con una precisione incredibile. Volgendo lo sguardo alle costellazioni, ci si accorge che sia una civiltà della Cambogia che gli Egiziani ritraevano delle formazioni celesti con precisione incredibile, ben 10 mila e 500 anni fa. Le tre piramidi di Giza, infatti ripropongono come locazione la cintura di Orione come appariva in quell'epoca; come ampiamente commentato nella puntata di Voyager del 4 marzo 2009. L'inversione della polarità dei Poli è già accaduta 780 mila anni fa e si esclude possa avvenire così repentinamente per il 2012. Un fatto preoccupante per quella data potrebbe essere l'alto picco di attività del Sole, infatti si pensa ci sia una forte tempesta solare che potrebbe creare qualche problema. Su internet si parla tanto di questa data, chi ci crede e chi no... Son del parere che sia una giornata come tante altre, non credo a un cambiamento improvviso dall'oggi al domani della nostra umanità... Forse una cosa che potrebbe davvero preoccupare è un blocco totale telematico. In questo momento con internet si fa tutto: banche, aziende, Stati, privati e altri tengono contabilità e si scambiano beni e servizi grazie ad esso. Se davvero un potente virus o qualche server saltasse per aria non oso pensare alle conseguenze... La parte finale vede il narratore descrivere una mappa del futuro sugli avvenimenti ipotizzabili dopo il 2012 che vede tanti continenti sommersi dalle acque e l'emersione di isole e continenti sommersi come Atlantide (e te pareva che non ne accennassero...) e Lemuria.
Il servizio successivo è sull'Uomo delle nuvole, un allievo di Marconi chiamato Pier Luigi Ighina che si pensa abbia inventato un meccanismo che faccia piovere. Strano che su Wikipedia non ci sia nulla su questo famoso personaggio che ha dedicato la sua vita alla scienza... Le tesi a favore dell'inventore sono basate su testimonianze di persone che l'hanno conosciuto e che credono a ciò che diceva. La maggior parte del video è preso da spezzoni di interviste varie a lui già novantenne che racconta di aver scoperto tante cose sull'atomo magnetico che i suoi contemporanei non conoscono tuttora e non gli davano ascolto. Alcuni suoi esperimenti furono all'autodromo di Imola e alcuni testimoni dicono che piovve durante un Gran Premio improvvisamente grazie a lui. L'inchiesta parla anche di Marconi circa una sua ipotetica scoperta di un Raggio della morte che "funzionerebbe con trasferimento di più flussi di energia, presumibilmente magnetica; si sarebbe dovuto trattare di una potente arma di distruzione di massa". Nel biennio 1935-37 ci fu una testimonianza al riguardo di Rachele Mussolini, consorte del Duce, che afferma di "avere assistito ad una dimostrazione in cui venivano improvvisamente bloccati i motori delle automobili da una forza misteriosa". Il grande Nikola Tesla è stata la voce più autorevole ad accreditare la possibilità di creare un'arma di questo tipo, infatti fece alcune affermazioni di rilievo circa un'arma chiamata "teleforce". Servizio successivo è sul Papiro di Artemidoro che risalirebbe a 2 mila anni fa, il rotolo contiene un testo geografico dove c'è raffigurata "una regione della penisola iberica, la Betica secondo un'ipotesi; nonché 39 disegni di parti anatomiche (verosimilmente copie di parti di statue) sul recto e animali, reali o fantastici, sul verso, accompagnati questi ultimi da didascalie". Ci sono accesi dibattiti sull'oggetto, si pensa infatti che sia un falso per via di vicende e disegni posteriori alla datazione ed è questa la versione più accreditata, pergamena creata dal famoso "Costantino Simonidis, un calligrafo greco della metà dell'Ottocento, celebre autore di molti falsi con cui tentò (a volte riuscendoci) di ingannare studiosi di tutta Europa". L'ammasso di cartapesta nel quale si dice che il papiro sia stato conservato per secoli presenta contraddizioni, inoltre potrebbe essere anche che il papiro sia di due mila anni fa, ma l'inchiostro recente. L'inchiesta termina con la voce narrante che dice come "per un falsario è più facile realizzare una cosa che già esista e non un'opera di fantasia ex novo".
Il mistero finale è "Omero nel Baltico", servizio riassunto nella puntata di Ragazzi c'è Voyager del 15 marzo 2009. Nel commento al servizio del programma di domenica mattina ero stato molto scettico, anche perchè era stato riassunto molto; invece ieri sera sono stati molto convincenti. I dettagli dei poemi omerici infatti si addicono più a quella zona scandinava che non al Mediterraneo e all'Egeo. Ospite della puntata l'ingegnere nucleare Felice Vinci che illustra la sua bizarra ma accreditata teoria che vede le gesta epiche dell'Iliade e dell'Odissea descritte da Omero collocate non nella Grecia Antica ma nel mar Baltico. C'è un riferimento ad un libro di Plutarco in cui si colloca l’isola di Ogigia (dove incontra la dea Calipso) a sole cinque giornate di navigazione dall’attuale Gran Bretagna, quindi la narrazione sembra coincidere perfettamente con la descrizione delle Isole Fær Øer e dei fiordi norvegesi. Su Google c'è un bellissimo testo in Pdf che racconta nei minimi particolari la teoria di Felice Vinci; cercherò di prendere alcuni tratti interessanti del documento linkato dove le incredibili coincidenze sui nomi fanno supporre che davvero tutte le gesta raccontate da Omero si svolgano lì: "rumore" è la Corrente del Golfo che scorre al largo delle coste norvegesi; le stesse mura di Troia, così come quelle della città dei Feaci, più che alle fortificazioni mediterranee, assomigliano ai recinti in legno degli insediamenti nordici.
Nel servizio di Voyager e nel testo del collegamento si fa riferimento alle "lunghissime giornate estive del paese dei Lestrigoni che suggeriscono un’alta latitudine, al punto da aver indotto studiosi come il Graves ( I miti greci) a collocarli nella Norvegia settentrionale". Altra frase interessante "vi sono le danze dell’aurora (fenomeno tipico delle terre artiche) che Ulisse non sa più dove il sole sorga e dove tramonti (il famoso sole di mezzanotte)". Con questa spiegazione, si risolve la perplessità legata "all'incredibile anomalia della grande battaglia che occupa i libri centrali dell’Iliade, con due mezzogiorni e una notte interposta, durante la quale i combattimenti non s’interrompono per il buio". Inoltre nel precedente documento trovate la risposta al contrattacco serale di Patroclo dopo una giornata di combattimenti sotto le mura achee, che si verifica perchè persiste il chiarore notturno, tipico delle alte latitudini nel mese di giugno.
Il valzer delle coincidenze sui nomi prosegue e nel servizio di Voyager Felice Vinci le enumera numerose, rapportandosi alla mitologia nordica: "il mitico eroe nordico Ull, figlio di Sif, guerriero e arciere, ricorda il nome di Ulisse, che Euripide chiama figlio di Sisifo e che Omero considera un grande arciere". Il gigante marino Egeone ("Aigaion" che contiene la radice del mar Egeo) etimologicamente è molto vicino ad "Aegir", il gigante del mare nordico.
L’isola chiamata Dulichio ("la Lunga"), nei pressi di Itaca, è introvabile nel Mediterraneo, mentre coincide con la danese Langeland sia per la posizione rispetto ad Itaca che per il nome.
Le coincidenze non finiscono mai, infatti "a 7 km da Toija, in direzione del mare, il nome della località di Aijala ricorda la spiaggia aigialòs dove gli Achei trassero in secca le loro navi e costruirono l’accampamento".
Il clima omerico è freddo e nebbioso, l'abbigliamento dei personaggi omerici è costituito da tunica e "folto mantello", che non lasciano mai, neppure durante i banchetti!
La coincidenza che più mi ha colpito, anche perchè abituato a studiarli a scuola e passando lo stretto di Messina mi veniva sempre in mente è quello su Scilla e Cariddi; la teoria del servizio di Voyager è ben descritta nel testo linkato in precedenza: "il gorgo di Cariddi, che tre volte al giorno risucchia l’acqua e tre volte la risputa, è chiaramente un fenomeno di marea e la descrizione omerica non combacia affatto con lo stretto di Messina, mentre è identica a quella che fa Edgar Allan Poe nel racconto Una discesa nel Maelstrom (il famoso gorgo che la grande marea dell’Atlantico produce periodicamente tra le isole Lofoten, davanti alle coste della Norvegia settentrionale)". Lo stupendo servizio di Voyager termina con i ritrovamenti di alcuni reperti in quelle zone e con la città di Esbo (in inglese Espoo) che per assonanza ricorda Lesbo, la terza isola greca in grandezza, famosa per essere l'isola su cui ha vissuto la poetessa Saffo.

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