Ogni volta è la solita storia, qualche dilettante che ha imparato a giocare a scacchi tanti e tanti anni fa esce la storiella delle due mosse di pedone contemporanee in apertura e dice con certezza che si possa fare. Avevo già postato la domanda sull'origine di tale assurdità l'anno scorso, ma quest'anno riproponendolo ci sono state informazioni molto complete su It.Hobby. Scacchi. Nella discussione c'è un collegamento ad un vecchio topic, di Massimo Luise addirittura del 2001 con la risposta alla stessa domanda "Posso muovere due pedoni di una casa alla prima mossa?" in francese che recita "No. Si tratta di una leggenda urbana, dovuta a una cattiva traduzione in francese di un vecchio libro tedesco: la regola corretta un pedone di due case fu tradotta erroneamente 2 pedoni in una volta". Il grande Richard Reti cita nel suo libro "les Maîtres de l'échiquier" che "l'errore si è diffuso dappertutto, ma non si tratta di una regola attuale, né di una vecchia regola che è stata abrogata. Questa regola non è mai esistita e mai esisterà". Questa regola scacchistica errata e trasmessa da vecchi scacchisti non potrebbe neanche derivare dal fatto che c'erano anticamente delle "regole del gioco italiano" che venivano usate solo in italia prima che si allineasse al resto del mondo, e che sia poi sopravvissuta a lungo nella coscienza popolare, ossia tra i dilettanti che non frequentavano ambienti scacchistici, perchè esse riguardavano 1) i vari tipi di arrocco particolare, ossia movimenti liberi della Torre e del Re, con ben 16 possibilità (Ra1-Tb1; Ra1-Tc1; Ra1 Td1; Ta1 Te1; Rb1-Tc1; Rb1-Td1; Rb1-Te1; Rc1-Td1; Rc1-Te1;
Rd1-Te1 dal lato di Donna e Rh1-Tg1; Rh1-Tf1; Rh1-Te1; Rg1-Tf1; Rg1-Te1; Rf1-Te1 dal lato di Re), 2) esclusione della cattura "en passant" e 3)Regola del Pedone "sospeso" (relativa alla promozione) cioè: quando il Pedone arriva all'ottava traversa può promuovere SOLO a un pezzo dello stesso colore già catturato (e quindi non più presente sulla scacchiera), altrimenti rimane SOSPESO fino alla cattura di un pezzo del suo colore. Secondo Alessandro Sanvito (il massimo studioso italiano di storia degli scacchi), la fonte scritta dovrebbe quasi sicuramente esistere e secondo Sanvito andrebbe ricercata nel periodo tra la fine del Settecento e gli inizi dell'Ottocento. Grazie al grande lavoro di ricerca di Ivo, posso aggiungere ulteriori informazioni che trovate nel collegamento inserito in precedenza: nel librone di Murray (A History of Chess), alle pp. 389-390 si citano Philidor che nel suo libro "L'analyze des Echecs" (London 1749, p. xv) ricorda che: "In diverse località della Germania si è sfigurato il gioco... poichè si consente, all'inizio di partita, di giocare simultaneamente due mosse". Secondo C.W. v. Koenigstedt (1784) ai suoi tempi in Svezia era normale iniziare la partita con due mosse. Nel 1875 Van Der Linde scriveva di aver trovato molto frequentemente questa variante in Germania e in Olanda fino al giorno d'oggi".
Murray cita il Trait de Lausanne circa 1675, nel quale la regola suddetta suona:
"Per la prima mossa giocata non consentito spingere due pedoni contemporaneamente" e
in un trattato manoscritto tedesco ora nella biblioteca dell'Aia (1728) viene
concessa l'autorizzazione a iniziare la partita con la spinta contemporanea dei pedoni e4 e d4, se il giocatore lo desiderasse".
Tale possibilità non contemplata affatto dalle regole della Fide, di spingere due pedoni contemporaneamente quindi si è sviluppata anche e soprattutto in nazioni straniere.
lunedì 17 agosto 2009
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2 commenti:
un po' di luce,grazie!
Prego :) ti assicuro che tante volte nei tornei me lo chiedono, non immagini quante... qualsiasi numero è sempre poco.
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