martedì 3 novembre 2009

TV: Voyager, 2 novembre 2009 (1a parte) con volti rupestri, i misteri di Praga, il 1816 anno senza estate, eruzione Tambora e civltà indiana perduta

La puntata di Voyager di ieri sera, 2 novembre 2009, è stata ricchissima di argomenti e soprattutto tutti appassionanti al punto che a mio avviso è stata la più bella di questa stagione e di sicuro lo sarà per qualche mese. L'anteprima inizia con l'argomento "volti del passato" e l'analisi di due volti scolpiti nelle montagne (ho impiegato un'ora a cercare questo interessante sito, c'è pochissimo in rete sui due visi e nel collegamento inserito trovate tutto anche le foto): Il "Volto (o Colosso) di Whangape" in Nuova Zelanda e il "Volto di Borzone":

in provincia di Genova (due luoghi che sono esattamente agli antipodi, cioè nel punto diametralmente opposto rispetto al centro terrestre) raffigurano su un rilievo roccioso un volto umano alto 7 metri! Nel servizio viene ipotizzato chi possa aver costruito tali sculture antropomorfe preistoriche più grandi del mondo e si tratterebbe addirittura di civiltà risalenti al 12 mila A.C (Paleolitico). Che sia un caso di pareidolia (nel collegamento è spiegato molto bene con l'esmepio del Volto di Marte: l'occhio associa delle forme casuali in qualcosa) io lo escluderei perchè si vede chiaramente che ha tutte le caratteristiche di un viso. La puntata inizia (conclusa l'anteprima) raccontando di Praga misteriosa ripercorrendo le orme di Rodolfo II e della sua ossessiva ricerca del metodo alchimista per trasformare i metalli poveri in Oro.
L'Imperatore Rodolfo d'Asburgo spostò la capitale del Sacro Romano Impero da Vienna a Praga nel 1583, costruendovi interi quartieri con vicoli strettissimi e obbligò a lavorare le menti più brillanti dell'epoca in esperimenti d'alchimia. La seconda parte sulla chiesa di Santa Maria della Vittoria, si narra della celebre statuina del Bambino Gesù (divertente quando Roberto elenca tanti miracoli e misteri e poi dice che un'altra cosa incredibile che c'è il prete italiano padre Anastasio Roggero, parroco della chiesa) e sull'alchiminia come unione tra scienza e magia.
L'argomento successivo è dedicato all'anno 1816, famoso perchè il mondo visse un anno senza estate con freddo, fame e carestie che decimarono la popolazione del tempo. La causa (su wikipedia nel collegamento precedente di cui nel servizio si prende abbastanza spunto) è stata l'eruzione vulcanica del Tambora, nell'isola di Sumbawa dell'attuale Indonesia (allora Indie olandesi), avvenuta dal 5 al 15 aprile 1815 che immise grandi quantità di cenere vulcanica negli strati superiori dell'atmosfera. Negli anni precedenti sia il vulcano Soufrière nell'isola di Saint Vincent nei Caraibi nel 1812 che il Mayon nelle Filippine nel 1814 avevano già eruttato abbondanti polveri nell'atmosfera. Ciò dunque portò ad un abbassamento della temperatura globale poiché la luce solare faticava ad attraversare l'atmosfera. Le "incessanti nevicate" del luglio 1816 durante un'"estate umida e non congeniale" costrinsero Mary Shelley, John William Polidori e i loro amici a restare al chiuso durante le loro vacanze svizzere. Essi decisero per una gara a chi avrebbe scritto la storia più spaventosa, e così Shelley scrisse Frankenstein e Polidori Il Vampiro. Dopo questa breve introduzione sul 1816 si è parlato della città scomparsa sotto il vulcano Tambora persa nella giungla indonesiana, sepolta sotto metri di cenere e lava pietrificata come se fosse la Pompei dell'Asia. Gli scavi hanno restituito vari oggetti di bronzo e di ceramica, testimonianza di una popolazione scomparsa. A questo punto si ipotizza ci fossero resti di un continente perduto indiano di 12 mila anni fa esattamente come l'Atlantide raccontata da Platone. Ottima l'analisi sulla Pangea e quindi sulla deriva dei continenti fino a parlare di Sundaland, nucleo geologico dell'Indonesia occidentale e dell'ipotesi dunque del Continente scomparso di Lemuria e quindi di Mu che si supponeva si trovasse nell'Oceano Indiano o in quello Pacifico. La teoria di Lemuria poi è diventanta una teoria obsoleta in seguito alla scoperta ed alla comprensione della tettonica a zolle ma che reggeva per le teorie della biogeografia del XIX secolo. Mu invece è il nome di un ipotetico continente scomparso nell'Oceano Pacifico, descritto dall'angloamericano James Churchward (1852-1936), sulla base di una traduzione errata del XIX secolo dall'abate fiammingo Charles Étienne Brasseur de Bourbourg da un manoscritto Maya.
La seconda parte ipotizza la grande bravura dal punto di vista matematico di questa antica civiltà e il simbolo sacro della tartaruga con dei numeri matematici calcolati prendendo spunto dal carapace (il guscio) della testuggine (calcolando le squame al suo interno: 5 centrali ed 8 laterali e sommandoli trovavano il numero 13 a questo aggiungenvano altri numeri e si formava una formula matematica interessante).
Vista la lunghezza del post ho deciso di dividerlo in due parti rimandando alla 2a parte il commento agli argomenti riguardarnti l'"Esperimento Filadelfia" e il "Mothman".

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