martedì 18 maggio 2010

TV: Voyager del 17 maggio 2010

L'anteprima di Voyager di ieri sera 17 maggio 2010 è dedicata alla sonda che ha dato il nome alla trasmissione che sta mandando dei messaggi molto interessanti; secondo la Nasa il Voyager 2 sta inviando dati in parte incomprensibili e c'è chi parla di messaggi degli alieni. La sonda, partita nel 1977 come la gemella Voyager 1, è a 13,8 miliardi di chilometri dalla Terra, più lontana di Plutone.
La sonda, per chi non lo sapesse, è provvista di un disco di 12 pollici con all’interno incisi musica e saluti in 55 lingue terrestri.
Petra la città perduta
Giacobbo alla scoperta della città perduta di Petra, in Giordania, e porta il telespettatore in viaggio con lui lungo le rovine di questa meravigliosa e antichissima città.
L'immagine del palazzo alto 43 metri e scavato sulla roccia e la leggenda del tesoro del faraone.
Sembra un caso ma nel commento alla puntata di Mistero del 4 maggio 2010 feci notare come Voyager parli sempre dei Templari e il mistero del Sacro Graal non è mai oggetto di discussione e quindi ecco che il servizio accenna al film di Indiana Jones e l'ultima crociata girato tra le rovine di Petra e quindi del Graal, secondo il film, nascosto lì. Una zona archeologica suggestiva e un viaggio stupendo per saperne di più su questo mistero.
Il cervello di Einstein rubato
l'inchiesta di questo enigma inizia parlando del grandissimo scienziato e delle sue importantissime scoperte e teorie come quella della relatività.
La mattina del 18 aprile 1955, poche ore dopo la sua morte, il medico Thomas Stoltz Harvey dell’ospedale di Princeton rubò il suo cervello allo scopo di carpire i segreti della sua genialità; infatti secondo lui c'era una predisposizione all'intelligenza, un fatto biologico.
Effettivamente nella materia grigia di Einstein sono racchiusi parecchi misteri come per esempio la mancanza del solco (chiamato la scissura di Silvio [chissà perchè mi è venuto in mente Berlusconi, anche a Voyager è presente...]) e si è pensato che proprio questa assenza permettesse ai neuroni di comunicare tra loro più facilmente.
Il dottor Harvey inviava pezzetti del cervello di Einstein a chi lo richiedesse al fine dello studio e la parte finale del servizio è dedicata all'intervista ad un giornalista che viaggiò per gli U.S.A. con il possessore dell'importante reliquia al fine di poterla dare in custodia ad un nuovo dottore che se ne prendesse cura.
Svuotare oceani e ricostruzione fondali
il terzo argomento mi è piaciuto tantissimo, un viaggio negli abissi alla scoperta di vulcani sotterranei e strutture coralline grandi come palazzi grazie soprattutto alla mappatura degli oceani per mezzo dei satelliti artificiali.
Ipotizzando di togliendo l'acqua dagli oceani, ecco come apparirebbe "il pavimento" con catene montuose sottomarine alte 10 mila metri (c'è la dorsale medio atlantica e quella oceanica) e fosse profondissime come quella delle Marianne che misura 11 km!
La fossa è delimitata dall'incontro di due placche tettoniche, in una zona di subduzione, dove la placca del Pacifico si insinua sotto la placca delle Filippine.
Il batiscafo Trieste della U.S. Navy raggiunse la profondità della fossa il 23 gennaio 1960 alle 13:06;
Sul fondo della fossa Walsh e Piccard furono sorpresi di trovare delle particolari specie di sogliole o platesse, lunghe circa 30 cm ed anche dei gamberetti. Secondo Piccard, «il fondo appariva luminoso e chiaro , un deserto che faceva trapelare diverse forme di diatomee».
Non poteva mancare in questo racconto l'accenno a mostri marini leggendari come il calamaro gigante.
Anello mancante tra uomo e scimmia
un mistero sempre d'attualità viste le recenti scoperte da parte di antropologi; molto azzeccato l'inizio del servizio sul punto di vista delle religioni in merito alla nascita dell'uomo su questo pianeta.
Charles Darwin però nel libro L'origine delle specie (1859) ipotizzo che l'uomo si sia evoluto dalla scimmia e quindi ecco Voyager raccontare gli scavi in Etiopia che hanno portato alla luce scheletri di nuovi ominidi di milioni di anni.
Si parla di Lucy, l'Australopithecus afarensis (specie in posizione eretta identificata a seguito di una serie di ritrovamenti di fossili nella regione di Afar in Etiopia da parte di Donald Johanson e della sua squadra, nella prima metà degli anni settanta) risalente a 3 milioni di anni fa circa chiamata così in onore della canzone Lucy in the Sky with Diamonds dei Beatles:

un suo antenato, addirittura di oltre 4 milioni di anni fa, è stato scoperto di recente: Ardi; un ominide nè scimmia e nè uomo annunciato dalla rivista «Science» il 2 ottobre 2009 con un numero speciale che contiene ben 11 lavori scientifici sull'argomento.
Il primo volo in assoluto
si cambia argomento con un'enigma irrisolto su chi volò per prima ma già il servizio è stato mandato in onda nella puntata di Voyager del 5 ottobre 2009.
Si descrive una ipotesi che il primo a volare su una macchina volante non furono i fratelli Montgolfier ma un frate: Padre Bartolomeo De Gusmão (sul web si trova anche Gusmao, come ho scritto nella puntata linkata in precedenza); soprannominato "il frate volatore". 
Viene intervistato Josè Saramago che racconta il volo effettuato a Lisbona ben 70 anni prima di quello ufficiale. 
Bellissima la clip che ha ripercorso i voli in duecento anni di storia: dalla mongolfiera allo shuttle passando per l'invenzione dell'aereo del 1903 grazie ai fratelli Wright.
Nello stesso servizio sono stati accennati sia la nave aerea di Francesco Lana, descritta dal gesuita nel 1670 e sia le misteriose Linee di Nazca che si possono riconoscere solo dall'alto.
Alcune puntate di Voyager commentate:

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